I Murales di Lizzano
Quando si parla di murales molto spesso si pensa a scarabocchi e scritte sui muri prive di valore o significato, semplici atti vandalici che non hanno niente di artistico. Niente di più sbagliato.
I murales possono avere molto da dire e comunicare e possono avere un grandissimo valore artistico, l’esempio di Lizzano lo rappresenta al meglio.
Prima però è necessario fare un piccolo passo indietro e capire esattamente quali sono i sentimenti e le motivazioni per le quali Lizzano è diventato “Il paese dei Murales”.
Lizzano come molti altri paesi della montagna pistoiese ha vissuto sulla sua pelle le sofferenze e la crudeltà della Seconda Guerra Mondiale ed è stato teatro di occupazione da parte prima dei soldati tedeschi e poi dai soldati alleati. La nascita dei murales si può rincondurre all’arrivo nell’inverno del 1945 del sergente John Murphy, sbarcato quell’inverno al porto di Livorno con il suo reggimento aveva comandato una compagnia di soldati della Xa divisione di montagna fino a raggiungere Lizzano. La sera del 15 gennaio iniziò a nevicare copiosamente e fece sistemare i suoi uomini sul pavimento in cerca di riparo. Il sergente, cattolico come si affrettò a dimostrare al parroco dopo le iniziali proteste, rimase colpito dalla chiesa e in particolar modo dal crocifisso di Baccio da Montelupo e dalla lampada del SS Sacramento. Strinse una forte amicizia con il prete e per tutto il tempo trascorso a Lizzano aiutò la comunità con numerose opere di bene e di carità. Piano piano il fronte si spostò verso nord e il sergente fu costretto a portare lontano dalla tranquilla Lizzano i suoi uomini . Se ne andò lasciando agli abitanti del paese un bellissimo ricordo ma il paese a lui lasciò molto di più. Il parroco vedendolo così devoto e gentile gli propose, come se avesse visto la sua vera vocazione, di farsi sacerdote e nonostante la sorpresa iniziale il sergente seguì il suo consiglio e una volta rientrato negli Stati Uniti si iscrisse all’università a Harvard laureandosi in Teologia e Filosofia. La sua carriera che lo ha portato ad essere sacerdote, amico di vari presidenti degli Stati Uniti e persino di Giovanni Paolo II iniziò così inaspettatamente proprio a Lizzano.
Quaranta anni dopo la sua partenza il sergente Murphy è tornato a Lizzano insieme ad alcuni suoi commilitoni in un’iniziativa all’insegna del ricordo e soprattutto della celebrazione della pace. In quell’occasione vennero chiamati gli artisti fiorentini del “Gruppo Donatello” per realizzare le prime opere che decorassero il paese e che inizialmente furono tutti incentrati sui temi della fratellanza e della spiritualità. L’opera però non è terminata qua e piano piano grazie al continuo lavoro degli artisti fiorentini, degli abitanti di Lizzano e dell’amministrazione comunale sono stati aggiunti sempre nuovi murales con tematiche differenti. Adesso i murales non raccontano solo la pace e la fede ma anche temi più strettamente legati alla vita della montagna come la flora, la fauna, gli sport e gli antichi mestieri